Unfildivoce – 2018

(150×330 cm)

Un‘installazione che vuole dar voce a centinaia di donne che nella prima metà del Novecento lavoravano nelle filande e che cantavano per meglio sopportare la fatica e per esorcizzare la miseria della loro condizione.
Le parole dei canti ci giungono flebili, ma contemporaneamente intense, parole che non si perdono nel vento, ma cercano di farsi sentire perché la memoria possa combattere la negazione dei diritti dell’oggi.

This installation strives to give a voice to the hundreds of women who worked in spinning mills in the first half of the 1900s, singing to better bear their toil and to dissipate the misery of their situation. We hear their lyrics, feeble and intense at the same time: their words are not lost in the wind, they try to be heard so that memory can fight today’s negation of rights.

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